Non ho mai saputo scrivere poesie.
Raccontare bugie, invece, sì. Eppure io sono limpido, sia chiaro. Tanto che se mi si guarda bene a volte si intravede oltre la pelle. La polpa, i filamenti muscolari, le vene che pompano il sangue, le ossa. Addirittura, a occhi più attenti, di solito femminili, dentro l’iride vengono a galla i miei pensieri.
Però ci sono bugie sul mondo, sulla carne, sull’amore che se ben raccontate diventano vere anche per chi le dice. Si bevono come il rum.
Poi il tempo svela la verità. Restano ti amo di polvere, mi manchi di cenere, desideri sgretolati. State certi, però, che se c’è questo che vi dico, il fuoco è divampato e la verità non conta più di tanto.
Le bugie d’amore grattano la verità dagli organi con le unghie. E il dolore è vero.
Così oggi, che è domenica, ritrovo Hank.
Se riesco a ritagliarmi mezz’ora da solo rileggo daccapo Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze. Oppure, forse, anzi, sì: scrivo una poesia.