È un bestseller a ragion veduta.
Chi inizia a leggere questo libro evidentemente ha una certa sensibilità a certi argomenti, difficilmente è un genitore - per dirla come Haidt - che ha deciso di mandare suo figlio su Marte.
Proprio per questo un testo come questo, condito con statistiche e approfondimenti molto interessanti e curiosi, andrebbe diffuso il più possibile tra noi Millennial, genitori che devono sentire il peso di una grossa responsabilità che è quella di garantire una crescita sana ai nostri figli.
Quando piantiamo un bambino davanti a uno schermo dobbiamo essere consapevoli che ad attenderlo a braccia aperte qualche anno dopo ci saranno insicurezza, ansia, senso di inadeguatezza, depressione.
Basta esserne consapevoli.
E parlarne.
Dirlo, che il mondo virtuale è peggio del mondo reale.
Che la persona si fa dalle esperienze nel mondo reale.
Che il mondo virtuale è l’amo gettato nel lago dell’infanzia dal tecno-capitalismo, il cui unico obiettivo - sotto gli occhi di tutti - è il profitto sulla pelle dei nostri figli.