Dopo la splendida notizia di Luca Parmitano pilota di Artemis III, eccone un'altra che riguarda da vicino l'Europa e l'Italia in particolare.
L'ESA ha appena annunciato il completamento del Modulo di Servizio Europeo (ESM), il componente che verrà agganciato alla navicella Orion della NASA e che ne costituisce, a tutti gli effetti, il cuore operativo.
esa.int/Science_Explora…
Fornisce elettricità, acqua, ossigeno e azoto, gestisce il controllo termico di tutto il veicolo e ospita il motore principale, l'Orbital Maneuvering System Engine, insieme a tre tipologie di propulsori che permettono di orientare la navicella in qualsiasi direzione.
Il modulo ha un corpo principale alto circa 2 metri, ma raggiunge i 4 metri complessivi includendo il motore principale e i serbatoi del propellente. Una volta superata l'atmosfera e sganciata la carenatura del razzo, i pannelli solari si dispiegano fino a 19 metri di apertura, un'immagine che da sola racconta la scala dell'impresa.
A costruirlo è Airbus Defence and Space come appaltatore principale, ma la struttura primaria e secondaria, i sistemi di controllo termico attivo e il sistema di supporto ambientale e alla vita sono realizzati da Thales Alenia Space Italia, negli stabilimenti di Torino. Leonardo fornisce invece i pannelli fotovoltaici e le unità di controllo e distribuzione della potenza per tutti i moduli ESM dall'1 al 6, con i pannelli prodotti nello stabilimento di Nerviano, alle porte di Milano, per una potenza totale di circa 11 kW. Un contributo industriale che non è simbolico perché senza la filiera italiana, Orion semplicemente non vola. E lo ha già dimostrato: lo stesso sistema ha guidato Artemis I e Artemis II, e accompagnerà le missioni successive fino almeno ad Artemis VI.
Photo Credit: ESA