Questo commento è un buon esempio di come difendere una posizione corretta per le ragioni sbagliate. In effetti, ho sempre pensato che le categorie "provax" e "novax" siano più strumenti di tifo che di ragionamento perché chi si schiera con i vaccini per convinzione ideologica e non per adesione alle evidenze può essere esposto agli stessi errori cognitivi di chi li rifiuta.
Sappiamo benissimo che i vaccini salvano milioni di vite e hanno un rapporto beneficio-rischio estremamente favorevole, ma questa è la conclusione a cui portano decenni di ricerca, non un'appartenenza da dichiarare a priori.
Nel commento, come vedete, l'utente "provax" ragiona esattamente come chi vorrebbe confutare: parte da una conclusione già fissata ("Chernobyl ha lasciato il segno"), la tiene ferma anche di fronte alle evidenze contrarie, e usa l'esperienza personale come se fosse una prova epidemiologica ("conosco tante persone che hanno lottato con i tumori"). In pratica, sono gli stessi meccanismi cognitivi che alimentano la disinformazione, e funzionano allo stesso modo indipendentemente da quale parte si stia.
La frase che meglio sintetizza tale approccio è proprio quella sulla certezza inamovibile ("nessuno mi toglie dalla testa che..."): dobbiamo sempre ricordare che in scienza conta ciò che può essere dimostrato, non quello che ci sembra plausibile sulla base di ciò che abbiamo vissuto o osservato intorno a noi. Una convinzione che rimane intatta anche di fronte alle evidenze contrarie è una credenza personale, e come tale va trattata.
Venendo ai fatti: l'ipotesi che Chernobyl sia responsabile dell'aumento dei tumori in Europa non regge all'esame dei dati. L'incidente del 1986 ha effettivamente causato un aumento documentato dei tumori della tiroide tra i bambini e gli adolescenti più esposti nelle zone contaminate di Bielorussia, Ucraina e Russia, principalmente a causa dello iodio radioattivo. Tuttavia, l'UNSCEAR ha concluso che al di là di questo, non esiste alcun aumento dimostrato nel corso del tempo di tumori solidi nella popolazione esposta attribuibile alle radiazioni.
unscear.org/unscear/en/…
I trend di incidenza e mortalità per cancro in Europa, presi nel loro insieme, non mostrano alcun segnale attribuibile con chiarezza alle radiazioni di Chernobyl, secondo l'IARC, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che fa capo all'OMS.
iarc.who.int/wp-content…
who.int/ionizing_radiat…
Che i tumori negli under 50 siano aumentati è invece un dato reale e preoccupante: uno studio pubblicato su BMJ Oncology ha documentato una crescita di quasi l'80% in trent'anni, da 1,82 milioni di casi nel 1990 a 3,26 milioni nel 2019.
bmjoncology.bmj.com/con…
Le cause più accreditate dalla ricerca attuale sono sedentarietà, alimentazione scorretta, progressivo abbandono della dieta mediterranea ed esposizione agli inquinanti ambientali.
fondazioneveronesi.it/m…
Un ruolo centrale sembra averlo l'infiammazione cronica di basso grado, una condizione alimentata da obesità, squilibri metabolici e diabete di tipo 2, che nel tempo altera i meccanismi di riparazione cellulare e favorisce la trasformazione neoplastica anche in persone giovani.
Quindi, attribuire l'aumento dei tumori a Chernobyl è il classico ragionamento a ritroso: si parte da una spiegazione che sembra convincente e si cerca a posteriori qualcosa che la confermi, invece di fare il percorso opposto e lasciare che siano i dati a indicare la direzione.