Vi informo che la pagina Facebook "Quel che non sapevi sugli animali" (che ho scoperto recentemente) presenta lo stesso logo e la stessa impostazione grafica della pagina madre "Quel che non sapevi", che supera 1,3 milioni di follower.
Il profilo Threads della pagina madre (@quelchenonsapevi) riporta nella propria bio, alla data di consultazione, la seguente dicitura testuale: "Governato da una intelligenza artificiale 🤖 Tutti i post sono generati da AI e dalla noia di @iamgargiulo." Il profilo Threads @iamgargiulo appartiene ad Alessandro Gargiulo, che sul proprio sito professionale si descrive come consulente di marketing digitale, Meta e Google Premier Partner, co-founder dell'e-commerce American Uncle. Sul medesimo profilo Threads, in un post pubblico del 26 febbraio 2025, Gargiulo ha scritto, tra l'altro, che la pagina @quelchenonsapevi raggiunge oltre 150 milioni di impression mensili e che tale risultato è riconducibile a fattori algoritmici che ha identificato e applicato sistematicamente.
Riporto esclusivamente dichiarazioni pubbliche, riconducibili all'autore, verificabili alle fonti indicate.
threads.com/@quelchenon…
gargiulo.it
Lo segnalo perché in molti mi chiedono di quelle pagine, convinti che i contenuti scientifici che pubblicano siano accurati e privi di semplificazioni. Spesso non lo sono, e non possono esserlo visto che sono generati da un'intelligenza artificiale, senza alcuna mediazione umana dell'accuratezza scientifica. Un modello di linguaggio non sa distinguere una correlazione da una causalità, non conosce il contesto di uno studio, non sa quando una fonte è obsoleta o controversa. Produce testo plausibile, non scienza comunicata bene.
Va riconosciuto che l'autore è trasparente sull'origine artificiale dei contenuti: lo dichiara esplicitamente nella bio. Il problema è che non è sufficiente a garantire che chi legge ne comprenda le implicazioni scientifiche. Per questo ritengo che sarebbe opportuno indicarlo anche nel corpo di ogni singolo post, non solo in un campo che la maggior parte degli utenti non legge. Purtroppo, sia le regole delle piattaforme che la regolamentazione vigente sono ancora molto fumose in merito.
Evidentemente, 150 milioni di impression mensili bastano a considerare il formato sostenibile. Il giudizio sulla responsabilità lo lascio a chi legge.