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La Cina ha appena messo a segno un traguardo che vale la pena raccontare bene, perché non è solo propaganda spaziale, ma nemmeno va gonfiato oltre misura. Oggi, alle 6:15 italiane, dalla base di Wenchang è decollato il nuovo Lunga Marcia 10B, e circa sei minuti dopo il primo stadio ha riacceso i motori, ha rallentato la discesa e si è posato verticalmente su una piattaforma in mare. Recuperato, intatto, primo caso riuscito al mondo per la Cina su un lancio orbitale reale.

italian.cri.cn/2026/07/…

Il dettaglio tecnico a mio avviso più interessante è il modo in cui è avvenuto l'atterraggio. Niente chiatta con gambe retrattili come nei Falcon 9, qui il razzo è stato intercettato da una grande struttura a rete, pensata per assorbire l'energia dell'impatto senza richiedere un touchdown di precisione millimetrica sul ponte. Una soluzione diversa, meno elegante forse, ma probabilmente più tollerante agli errori di traiettoria, ed è la prima volta che si vede funzionare su un lanciatore orbitale.

Siccome è il contesto a rendere la notizia interessante invece che semplicemente epica (come fatto da alcuni giornali) ricordo che SpaceX ha recuperato il primo stadio del Falcon 9 il 21 dicembre 2015, dieci anni e sette mesi prima di questo evento. L'azienda di Musk viaggia già oltre i 600 atterraggi totali con un tasso di successo del 97,9%.

futurespaceflight.com/c…

La Cina arriva terza, dopo che pure Blue Origin ha preceduto Pechino di appena otto mesi con il recupero del New Glenn lo scorso novembre. Il podio del riutilizzo resta quindi tutto americano, e la vera prova per la Cina non è stata l'atterraggio di ieri ma sarà il prossimo, quando dovranno dimostrare di poter riutilizzare davvero quello stesso stadio entro fine anno, senza i tempi di rigenerazione di poche settimane che SpaceX ha reso normalità.

Il Lunga Marcia 10B è alto 70 metri, propellenti criogenici ossigeno-cherosene, ed è la variante cargo del Lunga Marcia 10, il razzo che porterà gli equipaggi cinesi verso la Luna (forse) entro il 2030 con un profilo a due lanci, capsula Mengzhou da una parte, modulo di allunaggio dall'altra, aggancio in orbita terrestre prima della partenza.

en.wikipedia.org/wiki/L…

Un primo stadio riutilizzabile non è un vezzo ingegneristico, è precondizione per una cadenza di lancio sostenibile su un programma che richiede affidabilità ripetuta.

In ogni caso, se ci pensiamo, il confronto più scomodo non è nemmeno con gli Stati Uniti, ma con noi stessi. L'Europa, infatti, non è ancora entrata nella vera competizione sulla riutilizzabilità dei lanciatori: il progetto Themis dell'ESA, sviluppato con il coinvolgimento di ArianeGroup, ha appena trasferito il prototipo T1H, alto 30 metri, alla base svedese di Esrange, ma il primo test di volo a bassa quota e a breve raggio deve ancora essere effettuato.

esa.int/Enabling_Suppor…

Nel frattempo Ariane 6 rimane un lanciatore completamente sacrificabile, mentre l'Italia, attraverso Avio, produce il Vega-C, anch'esso non riutilizzabile. I tempi per arrivare a un primo stadio europeo riutilizzabile sono legati ai programmi futuri come Ariane Next, con prospettive tutt'altro che immediate e comunque successive al 2030.

sciencedirect.com/scien…

Il gap tecnologico tra Cina e Stati Uniti si sta comprimendo probabilmente più in fretta di quanto molti pensassero. Quello tra Europa e tutti gli altri, no.

Jul 10
at
7:23 PM
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