Da ieri TikTok è di fatto sotto il controllo di una cordata di investitori americani legata a Trump, tra cui Larry Ellison, co-fondatore di Oracle.
Elon Musk possiede X e Grok. Mark Zuckerberg guida Meta, che gestisce Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Meta AI. Sam Altman guida OpenAI e ChatGPT. Alphabet controlla Google, YouTube e Gemini. La famiglia Murdoch detiene Fox, il Wall Street Journal e il New York Post. Jeff Bezos possiede il Washington Post, Amazon Prime Video e Twitch.
Pochi oligarchi della tecnologia inseriti nell’orbita del potere trumpiano controllano oggi i canali dominanti con cui ci informiamo e a cui affidiamo sempre più spesso il compito di riassumere e interpretare ciò che accade.
Il fatto che nell'ecosistema rimangano presidi di informazione libera non deve ingannare. Il New York Times e il Washington Post continueranno a pubblicare inchieste degne di nota. Anche chi si oppone all'autoritarismo, dopo tutto, consuma.
Ma chi controlla i social media e l'intelligenza artificiale può determinare quali narrazioni diventano maggioritarie e quali, invece, si spengono nelle nicchie della rete.
Mentre il giornalismo tradizionale sarà probabilmente sempre meno influente: l'IA e i social ne stanno distruggendo l'audience e i profitti, mentre ne saccheggiano i contenuti.
Una parte crescente del pubblico non cerca più attivamente informazioni in rete. Le assorbe passivamente dai social media, oppure chiede all'IA di filtrarle, riassumerle e interpretarle, azzerando il bisogno di visitare le fonti originali.
Secondo alcune segnalazioni raccolte dal Washington Post, poco dopo la formalizzazione dell'accordo su TikTok, è crollato l'engagement dei video sulle proteste di Minneapolis, le violenze dell'ICE e gli Epstein files.
Per i regimi autoritari è vitale controllare le narrazioni che popolano il dibattito pubblico. L'amministrazione Trump sta rafforzando il controllo sulle infrastrutture che le veicolano. È un passaggio cruciale per acquisire il potere di riscrivere la realtà.
Nel prossimo post su Substack racconterò come l'IA stia aprendo nuove frontiere di guerra cognitiva, deformando l'ecosistema informativo e trasformando il modo in cui aggiorniamo le nostre convinzioni. Lo pubblicherò domattina.