Ieri sera, dopo cena, Jeremy ed io abbiamo preso ognuno la propria bici: siamo andati a fare un lungo giro (da Viserba fino ai primi stabilimenti di Igea Marina). Per lui è stata una avventura e ha parlato tutto il tempo del tragitto. Quando siamo tornati a casa, dopo un immancabile gelato per ristorare le energie spese, ci siamo stesi nel lettone, insieme a mia moglie. Ho raccontato, nella luce spenta, un altro capitolo della saga di Lontano dal pianeta silenzioso. Malacandra, Sorn, Hrossa, le avventure di Ranson, etc. Poi Giada e Jeremy si sono addormentati. Io mi sono alzato, ho letto un altro po', ma non riuscivo a prendere sonno perché avvolto da una nube di contentezza.
Racconto questo per predicare a me stesso quanto dicevo ieri mattina a un amico, Gianluca, con cui è sempre un piacere condividere pensieri (Gianluca è una di quelle rare persone verso cui nutro una ammirazione sconfinata, sia per la sua profondità sia per l'integrità della sua vita): e cioè che nel tanto che ogni giorno ci viene dato (la datità delle cose direbbe Marilynne Robinson), soprattutto rispetto al mondo che ci circonda sempre più diviso e lacerato, spesso ci lamentiamo e perdiamo di vista questo essere contenti a partire dal dato di fatto e, direi, dal dato per grazia.
Contento etimologicamente deriva da contenere.
Azzardo una mia etimologia personale.
Momenti come quello di ieri sera per me contengono la sorgente della contentezza. Quindi essere contenti è riflesso di ciò che è contenuto in quegli istanti.
Inoltre, contentezza significa anche contenere in sé, custodire quei momenti imparando che non è tanto ciò che si ha, ma con chi si è e cosa si fa del tempo con chi si è la vera radice della contentezza.
Ieri sera, nella sua semplicità domestica è stata una nuova apocalisse per me, una rivelazione.
Del mondo vero, che si cela spesso dietro al velo della fretta, della pressione, degli affanni.
Un paio di biciclette, la presenza di chi si ama, il fresco di una sera estiva e il mondo si rivela nuovamente come nuovo e pieno di fonti gratuite di contentezza, dove non la fatica, ma l’esserci è ciò che permane.
I felt my heart strangely warmed.