Make money doing the work you believe in

Claude consuma in fretta, è vero.

Ma prima di passare al piano da 90€ leggiti 21 regole per far rendere molto di più il piano base.

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1. Non caricare maiiiii PDF sporchi

Un PDF non è solo testo: è layout, note, colonne, numeri, intestazioni, didascalie.

Se sei un giornalista e devi ricavare un articolo da un dossier di 60 pagine, non caricare il PDF grezzo.

Prima estrai il testo, puliscilo, togli ripetizioni e pagine inutili. Poi chiedi:

“Usa questo materiale per trovare 5 angoli narrativi per un articolo culturale.”

Meno rumore, più idee.

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2. Non generare file prima di avere un’idea chiara

Gli ambienti di lavoro agentici servono a eseguire, non a pensare confusamente.

Prima chiarisci in chat:

“Devo preparare un press kit per una mostra. Aiutami a definire struttura, pubblico, tono e materiali necessari.”

Solo dopo chiedi di creare i file.

Prima regia. Poi produzione.

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3. Scrivi prompt brevi e orientati

Un prompt lungo non è sempre un prompt buono.

Formula base:

“Voglio fare [compito] per [obiettivo]. Prima fammi le domande necessarie.”

Esempio:

“Voglio scrivere una newsletter per lettori interessati ad arte contemporanea. Prima fammi 5 domande per trovare il taglio migliore.”

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4. Non rifare tutto se sbagli una parte

Se l’introduzione funziona ma il finale no, non dire “rifallo”.

Di’:

“Riscrivi solo il finale. Mantieni titolo, attacco e struttura. Rendilo più incisivo e meno promozionale.”

Usa Claude come editor, non come roulette.

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5. Accorpa le micro-richieste

Invece di inviare tre messaggi:

“Riassumi.” “Trova il titolo.” “Dammi i punti chiave.”

Scrivi:

“Riassumi il testo in 5 punti, trova l’argomento centrale e proponi 10 titoli editoriali.”

Una richiesta ordinata costa meno attenzione.

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6. Modifica il prompt, non correggere dopo

Ogni “No, intendevo…” appesantisce la chat.

Se hai chiesto un testo “per aziende” ma volevi “per curatori museali”, modifica il messaggio originale e rigenera.

La conversazione resta pulita. Il risultato migliora.

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7. Crea una libreria di prompt

Se scrivi spesso newsletter, comunicati, caption, recensioni o interviste, salva i prompt migliori.

Esempio:

“Analizza questo testo per pubblico, promessa, tono, struttura e punti deboli. Poi proponi una versione più chiara, colta e memorabile.”

Cambi il testo. Non ricominci da zero.

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8. Non usare il modello migliore per lavori banali

Per correggere refusi, formattare una bio o accorciare una caption non serve il modello più potente.

Riservalo a lavori veri:

strategie editoriali, documenti lunghi, interviste, saggi, dossier, proposte creative.

Non tutto merita il carburante premium.

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9. Riduci il tuo file “chi sono”

Un file personale lunghissimo non aiuta. Confunde.

Crea una scheda breve:

chi sei, cosa scrivi, per chi, tono, esempi riusciti, parole da evitare, progetti ricorrenti.

Per un copywriter culturale vale oro:

“Scrivo per musei, festival e fondazioni. Tono colto ma accessibile. Evitare enfasi turistica e frasi da brochure.”

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10. Riparti quando la chat deraglia

Se Claude inizia a ripetersi, contraddirsi o dimenticare il brief, non insistere.

Torna a un punto pulito della conversazione oppure aprine una nuova con un riassunto.

Il contesto cattivo peggiora ogni risposta successiva.

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11. Riassumi ogni 15–20 messaggi

Chiedi:

“Trasforma questa conversazione in un brief da incollare in una nuova chat: obiettivo, tono, decisioni, vincoli, esempi buoni, errori da evitare.”

Non perdi continuità. Guadagni lucidità.

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12. Usa i Projects per i contesti ricorrenti

Se lavori sempre per lo stesso museo, giornale o cliente, non ricaricare tutto ogni volta.

Metti nel Project:

tono di voce, pubblico, esempi, bio, linee guida, comunicati precedenti, materiali istituzionali.

Ogni nuova chat partirà già orientata.

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13. Non caricare tutto “per sicurezza”

Più file non significa più qualità.

Se devi scrivere un comunicato su una mostra, non caricare tutta la cartella stampa.

Dai solo:

testo curatoriale, bio artista, date, immagini descritte, informazioni pratiche.

Il contesto è attenzione, non magazzino.

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14. Un tema, una chat

Non mischiare nella stessa conversazione:

newsletter, pitch, intervista, piano social, revisione di un saggio.

Ogni tema merita una chat.

Altrimenti Claude porta dentro pezzi vecchi nel lavoro nuovo.

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15. Accendi gli strumenti solo quando servono

Per riscrivere una caption non serve la ricerca web.

Per verificare dati su una mostra, un premio, un artista o un festival, sì.

Strumenti accesi per necessità, non per abitudine.

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16. Automatizza ciò che ripeti

Se ogni lunedì prepari una rassegna culturale, non rifarla a mano.

Crea una routine:

“Prepara un briefing settimanale su musei, editoria, comunicazione culturale e trend AI. Dividi in notizie, opportunità e idee contenuto.”

Il salto è passare da richiesta a sistema.

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17. Sii preciso con gli strumenti tecnici

Se usi Claude Code o strumenti simili, non dire:

“Guarda tutto e migliora.”

Di’:

“Lavora solo su questo file. Correggi la tabella eventi. Non modificare struttura, stile o altri documenti.”

La precisione è risparmio.

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18. Imposta le preferenze una volta

Scrivi nelle preferenze:

“Tono diretto, colto, concreto. Niente emoji. Niente frasi da marketing generico. Evidenzia assunzioni e incertezze. Usa esempi culturali.”

Così eviti di ripeterlo in ogni prompt.

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19. Non scrivere “miglioralo”

“Miglioralo” non significa nulla.

Scrivi cosa vuoi:

“Rendilo più editoriale.” “Taglia il tono promozionale.” “Aggiungi un esempio pratico.” “Fallo sembrare una nota di un critico, non un post aziendale.”

Il gusto ha bisogno di criteri.

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20. Usa i momenti migliori per i lavori migliori

Non bruciare il limite con correzioni minori.

Usa le sessioni migliori per:

strategie, articoli lunghi, dossier, interviste, proposte, analisi di fonti.

Lascia per dopo:

titoli, refusi, riassunti, adattamenti social.

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21. Non usare Claude per tutto

Claude è forte su scrittura, sintesi, ragionamento, documenti, editing e strategia. Ma non è tutto.

Per immagini, usa strumenti visivi. Per dati, strumenti adatti ai dati. Per design, software di design. Per ricerca in tempo reale, strumenti di ricerca.

Claude è il livello di pensiero. Non l’intera bottega.

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Prima correggi il metodo. Poi valuta l’upgrade.

May 13
at
9:22 AM
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