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+++IRANIANI, ROVESCIATE IL REGIME”, TRUMP HA ATTACCATO I PASDARAN CON L’OPERAZIONE “EPIC FURY”+++

Alla fine Donald Trump ha deciso di attaccare con Israele, anche contro il parere dei suoi generali, a cominciare dal capo di Stato Maggiore USA, Dan Caine. E ha deciso di farlo non solo nella maniera militarmente più pesante, lanciando l’operazione “Epic fury”, ira travolgente - mentre gli israeliani hanno denominato la loro operazione “Ruggito del leone” - contro molti siti e basi dei pasdaran in diverse città, ma anche dichiarando di fatto l’obiettivo finale: l’annientamento dei pasdaran e il rovesciamento del regime.

In un messaggio televisivo il capo della Casa Bianca si è rivolto direttamente al popolo iraniano, quasi sfidandolo all’azione: «Prendete il controllo del governo. Probabilmente questa sarà la vostra unica occasione per generazioni. Per molti anni avete chiesto l'aiuto dell'America, ma non l'avete mai ottenuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come rispondete».

I segnali sul blitz erano contraddittori: Washington e Israele hanno cercato di confondere le acque per esempio annunciando la visita del segretario di Stato Marco Rubio a Gerusalemme per lunedì, in pieno Purim, grande festa che ricorda la salvezza degli ebrei nell’antico impero persiano, quando un piano di sterminio viene rovesciato. Qualcuno pensava che Israele non avrebbe mai voluto una guerra proprio in questi giorni: evidentemente è prevalsa la tesi di chi pensava che, al contrario, la destra e Netanyahu potrebbero attribuire a un successo contro Teheran un valore “narrativo” enorme, proprio mentre si ricorda una sconfitta persiana nel racconto biblico.

Nel timore dell’attacco, Cina, Canada e altri paesi avevano comunque invitato i propri connazionali a evacuare, ma era già tardi. Trump, nel suo messaggio, ha anche avvertito di prepararsi a possibili vittime americane, come in ogni guerra. Un rischio altissimo per lui: potrebbe passare alla storia come il presidente americano che ha abbattuto il regime iraniano, ma anche – in caso di escalation incontrollabile in Medio Oriente – condannarsi a uscire di scena nel peggiore dei modi. Come ho scritto ieri, un’opinione pubblica americana già spaccata non reggerebbe all’arrivo di aerei pieni di bare coperte da bandiere a stelle e strisce.

Ancora una volta, comunque, la diplomazia ha fallito. L’Iran sembrava disposto a un accordo sul nucleare, in realtà continuava a negare all’AIEA – l’agenzia per l’energia atomica – la possibilità di ispezionare i siti colpiti in giugno (Fordow, Isfahan, Natanz) per verificare la presenza di uranio arricchito. Inoltre non voleva saperne di discutere del ridimensionamento del suo arsenale di missili balistici, già in grado, secondo Trump, di colpire le basi USA in Europa e presto anche gli Stati Uniti.

L’operazione “Epic fury” mira anche a distruggere quei missili e le fabbriche che li costruiscono.

Feb 28
at
8:46 AM
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