Non sono sicuro che Gaza sia il segno di un Novecento agonizzante; mi sembra piuttosto l’ennesima spia della precarietà di un equilibrio che una minoranza del mondo dava per scontato. E mi auguro che “i ragazzi, un quarto d’ora davanti a tutti” non siano il prodotto dell’inevitabile polarizzazione tribale (ieri ai tavoli delle birrerie di Monaco, oggi sui canali digitali) che, a ben vedere, c’è sempre stata.
Comunque sia, la visione è potente e seduttiva, viene voglia di crederci.
Oct 8
at
7:11 PM
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