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Vi ricordate della “rivoluzione DeepSeek” di cui tutti parlavano a fine gennaio scorso, quando l’azienda cinese aveva lanciato il suo nuovo modello AI e in parallelo le azioni di NVIDIA crollavano? A nemmeno sei mesi di distanza, un periodo comunque sufficientemente lungo nel mondo a velocità vertiginosa dell’intelligenza artificiale per parlare di trend serio, la “rivoluzione” si sta dimostrando un più prosaico flop. All’epoca avevo subito espresso scetticismo in una serie di articoli, concentradomi soprattutto sull’aspetto centrale dei costi. Ora un’analisi del sito cinese 36Kr, una delle fonti più qualificate del paese per tutto ciò che riguarda AI, high tech e nuova economia, traccia un punto della situazione impietoso per DeepSeek. E questo, va tenuto presente, nonostante il massiccio sostegno datogli dal governo cinese.

36Kr introduce la sua analisi scrivendo che dopo aver catturato l'attenzione globale con l'apparizione del suo nuovo modello AI che prometteva di competere direttamente con GPT-5, Grok 4 e anche Claude, DeepSeek si trova ora ad affrontare una realtà molto diversa da quella immaginata. L'entusiasmo iniziale, alimentato da previsioni ottimistiche e investimenti massicci, ha lasciato spazio a interrogativi sulla sostenibilità del modello di business e sulla capacità dell'azienda di mantenere le promesse fatte al mercato.

I dati rivelano una storia complessa e contraddittoria. Secondo dati riportati da SemiAnalysis, la fonte più autorevole del settore, DeepSeek ha registrato un tracollo degli utenti attivi mensili, passando da 614,7 milioni nel febbraio 2025 a 436,2 milioni nel maggio 2025, una diminuzione del 29% (178,5 milioni di utenti persi) che contrasta drammaticamente con la crescita esplosiva dei concorrenti. Mentre ChatGPT ha visto aumentare le sue visite mensili del 40,6% (da 3,905 a 5,492 miliardi di visite al mese), Claude del 36,5% (da 73 a 99,68 milioni) e Grok, l’AI di Musk, addirittura del 247,1% (da 51,46 a 178,6 milioni), DeepSeek ha perso quasi 180 milioni di utenti in soli tre mesi. Parallelamente, la quota di mercato dell'azienda nei "token di modello API" - le unità di testo elaborate dai sistemi di intelligenza artificiale quando sviluppatori e aziende utilizzano questi servizi per le proprie applicazioni - è crollata dal 42% di marzo al 16% di maggio, segnalando una perdita di fiducia massiccia da parte degli sviluppatori e delle aziende che utilizzano i suoi servizi.

La strategia di pricing aggressiva di DeepSeek, inizialmente vista come un vantaggio competitivo, si sta rivelando un'arma a doppio taglio. L'azienda ha adottato un modello di economia dei token che prevede costi estremamente bassi - ogni token costa una frazione rispetto ai concorrenti - ma questa strategia sta mettendo sotto pressione i margini di profitto. I servizi sono così economici che gli utenti possono ottenere prestazioni comparabili a quelle di modelli premium spendendo fino al 90% in meno, ma questa accessibilità non si sta traducendo in una crescita sostenibile della base utenti. La concorrenza ha risposto migliorando le proprie offerte e riducendo i prezzi, erodendo ulteriormente il vantaggio competitivo di DeepSeek.

Le sfide tecniche si stanno accumulando rapidamente. Nonostante DeepSeek abbia sviluppato alcune capacità impressionanti, come la gestione di contesti estesi fino a 64K token e architetture innovative per il processamento parallelo, l'azienda fatica a tenere il passo con i rapidi sviluppi del settore. La latenza dei suoi modelli rimane problematica per applicazioni in tempo reale, mentre la qualità dell'output, pur competitiva in molti scenari, non riesce a distinguersi sufficientemente dalle alternative più economiche offerte dai concorrenti. Inoltre, le limitazioni nell'accesso a chip di ultima generazione e le restrizioni alle esportazioni stanno complicando ulteriormente lo sviluppo di nuove generazioni di modelli.

L'azienda deve affrontare la realtà che l'economia dei token, da sola, non è sufficiente a garantire la leadership nel mercato dell'AI. Come osserva SemiAnalysis, DeepSeek si trova in una posizione precaria: deve bilanciare l'accessibilità dei prezzi con la sostenibilità economica, migliorare le prestazioni tecniche rimanendo competitiva sui costi, e riconquistare la fiducia degli sviluppatori che stanno migrando verso piattaforme più stabili. La sfida non è più quella di essere il più economico, ma di dimostrare un valore distintivo che giustifichi la scelta della piattaforma nel lungo termine.

Insomma, prima di gridare alla “rivoluzione” è buona norma non solo non abbandonare completamente ogni spirito critico, ma anche semplicemente aspettare una manciata di mesi. Praticamente nessuno lo ha fatto, e il “nuovo miracolo cinese”, come tanti altri, è diventato un luogo comune al quale di sicuro ancora molti credono e continueranno a credere. Ah, mi dimenticavo: nel frattempo le azioni di NVIDIA, che si voleva messa in ginocchio causa DeepSeek, hanno superato il loro picco storico e anche i profitti dell’azienda volano.

Jul 8
at
2:38 PM

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