L’arte dell’improvvisazione non basta più (da tempo)
Premessa: ho sempre detto e pensato che a prescindere dal risultato si sarebbe dovuto ripensare il calcio italiano, partendo dalle idee, pensando alla politica dello sport e non alla politica al posto dello sport.
L’errore a monte, l’improvvisazione e’ scegliere tra più o meno 4 allenatori realisticamente disponibili: Gattuso, Ranieri, De Rossi e Cannavaro probabilmente. Tutti gli altri nomi papabili avevano già firmato per un club, era Giugno 2025.
Il timing del cambiamento è stato il problema. Se non sei convinto di Spalletti, lo saluti e hai un anno per sedurre un sostituto (Gasperini? Allegri? Inzaghi? Gasperini?) o non lo cacci per una sconfitta con la Norvegia. E’ improvvisazione. Ti stai limitando nella scelta in questa modo, no?
Poi, altro capitolo, servono persone con competenze verticali. In tv serve chi sa fare tv, in un’azienda chimica dei chimici, nel calcio chi sa fare calcio. La metto ideale: Maldini con un pool di ex calciatori che conoscono la materia e sanno cosa serve. Poi magari non andrebbe, ma comunque servono competenze, idee e non improvvisazione.
Nel ‘96 la Germania vinse con un gol di Bierhoff l’Europeo. Nel ‘98 fu eliminata ai quarti dal Mondiale. Nel 2000 uscì al girone. Fu considerato in 4 anni un fallimento. Misero Bierhoff -si quello del gol di 4 anni prima, non un politico- a capo di una riforma. “Non possiamo produrre più solo i Ballack o gli Schweinsteiger, il calcio va verso giocatori brevilinei e tecnici”. Questo era il mostro. Le squadre di Bundesliga e Zweite ricevevano delle sovvenzioni se rispettavano la riforma. Ogni tre mesi venivano monitorate. Da lì gli Ozil, i Wirtz, gli Havertz, iGoetze, i Musiala..
Idee, insomma. La Norvegia ha il suo modello che sta producendo risultati in tutti gli sport. La Francia ha un centro come Clairefontaine. In Inghilterra la Football Association ti mette in un ranking in base alle strutture. Andrebbe approfondito il tema dei vari modelli e proveremo a farlo. Ma servono competenze verticali e idee. L’arte dell’improvvisazione, nel mondo globalizzato dove tutti vedono tutto e hanno tutti i dati, non basta più. Quel bambino che vide il Mondiale 12 anni fa, altrimenti, vedrà il prossimo in pensione.
Emanuele Corazzi