Nugae #29
Ti rompe constatare e anche dire, sempre più spesso, che il meglio appartiene al passato. Ti rompe cioè sentirti un disco rotto che, di base, alla lunga non fa che ripetere che un tempo era diverso e che, anche se si aveva di meno e si faticava di più e non c’era la libertà di fare qualunque cosa che c’è oggi, c’era più contentezza (ehm, molto discutibile), c’era più unione, più partecipazione, più voglia di fare, più intelligenza, più speranza ecc. Ecco, ma se ti rompe tanto sentirti così, che cosa pensi di fare per smentire innanzitutto te stesso e dimostrare che, se lo vuoi, se ti ci metti, soprattutto se non stai troppo a traccheggiare, sei ancora capace di piccole e grandi meraviglie? È dura, è vero, specialmente con questo caldo atroce che prosciuga ogni forza, esteriore e interiore; ma non sarà sempre così, non dubitare. Quante volte in passato è stato lo stesso; e vabbè che eri più giovane e reggevi meglio un po’ tutto, ma in fondo non sei ancora un matusa e hai già dimostrato di averne di energie sane a cui attingere, anche nei momenti più difficili: mica le avrai esaurite proprio adesso, tutto d’un botto? Su, su, stupisci ancora una volta te stesso per primo: fai passare questo caldo, gira al minimo, non sprecare energie inutilmente, non ti stressare, fai piano ma fai, convintamente, ciò che ti preme, puntando un po’ anche a divertirti; e coltiva le tue passioni, non le accantonare; esaltati pure, se ci sono le condizioni, non ti frenare; soprattutto, non ti far frenare e fregare dai troppi pensieri negativi, tuoi o altrui, ma esprimi al meglio quello che sei e che sai fare. Elevati, sempre; studia, migliorati, dai ascolto al consiglio dell’anziana maestra Agata e alla tua spinta interiore a non accontentarti; non stare fermo, non seguire la massa stolta, avanza; non guardare troppo indietro, guarda semmai di lato; lascia perdere i tanti ricordi e anche il tanto presente che non merita. Ce n’è di nuovo e di bello ancora da fare, da vedere, da vivere e, volendo, anche da scrivere e raccontare.