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La Russia sta perdendo la guerra.

Non nel senso che sta cedendo il territorio conquistato: controlla ancora il 20% dell'Ucraina, e nessuno scenario realistico prevede che l’Ucraina riconquisti tutto nel breve periodo. Ma gli obiettivi dell'invasione erano altri: regime change a Kyiv, smilitarizzazione del paese, distruzione della sua sovranità e trasformazione in uno Stato fantoccio, ricostruzione di una sfera d’influenza russa nell’Europa orientale. Su ciascuno di questi obiettivi, Putin è oggi più lontano dal successo di quanto fosse nel febbraio 2022.

Sono passati 1.500 giorni dall'inizio di un'operazione che doveva durarne tre. Da allora, l'Ucraina ha consolidato un'identità nazionale irreversibile, è diventata candidata UE ed è sempre più indispensabile nella futura architettura di sicurezza europea, e ha costruito la più avanzata capacità anti-drone del pianeta. Solo a marzo ha inflitto alla Russia 35.000 perdite (il record dall'inizio della guerra) di cui il 96% con i droni.

Un uomo russo su 25 tra 18 e 49 anni è stato ucciso o ferito dall'inizio dell'invasione.

È una statistica che andrebbe ripetuta finché non penetra nel dibattito pubblico, perché i suoi effetti - sul mercato del lavoro, sulla struttura demografica e sulla tenuta del contratto sociale russo - sono irreversibili e cumulativi.

Nel frattempo, Zelensky firma accordi di difesa decennali con Arabia Saudita, Qatar ed Emirati e apre fabbriche di droni in Europa, mentre specialisti ucraini addestrano le forze armate del Golfo a fare quello che gli americani non sanno fare: abbattere droni nemici a basso costo.

Il dato strategico che il dibattito europeo non ha ancora metabolizzato è che l’Europa ha bisogno dell’Ucraina almeno quanto l’Ucraina ha bisogno dell’Europa. Nessun esercito NATO possiede l’esperienza ucraina nel drone warfare, nella guerra elettronica e nell’innovazione sotto pressione bellica.

Chi continua a raccontare la vittoria russa come inevitabile non sta descrivendo la realtà. Sta rilanciando la narrazione del Cremlino, con lo scopo di costruire le premesse per una resa ucraina e per un’Europa più fragile e vulnerabile.

Nel nuovo numero della newsletter ho ricostruito il quadro completo, con dati, fonti e aggiornamenti.

La Russia sta perdendo la guerra
Apr 5
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12:49 PM
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