Il vermouth ha viaggiato tra le pagine come un profumo d’epoca. In Hemingway — Across the River and Into the Trees(1950) — il colonnello Cantwell ordina al Harry’s Bar due Martini “Montgomery”, quindici parti di gin e una di vermouth: un gesto di stile e misura.
Nei ruggenti anni Venti di Fitzgerald (The Great Gatsby, 1925) i bicchieri tintinnano di gin rickey, mentre il vermouth diventa l’anima invisibile del Martini e del Manhattan.
In Italia affiora tra le righe di Tutto è accaduto di Corrado Alvaro e di Le serenate del Ciclone di Romana Petri: piccoli segni di un’abitudine borghese e affettuosa.
E se in La donna della domenica Fruttero & Lucentini non lo nominano se ne respira l’atmosfera in una Torino elegante, ironica, trattenuta.
Per leggere il profumo del vermouth iscriviti alla mia newsletter cliccando qui substack.com/@fiorieliquori