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Questo dettaglio forse aiuta a capire come pensa Trump.

📍National Portrait Gallery di Washington, museo gestito dallo Smithsonian Institute.

Dentro c'è la sala dei presidenti, con i ritratti degli ex presidenti USA. Ogni ritratto è accompagnato da un testo standard che ne riassume il mandato, con luci e ombre.

Fino a pochi giorni fa c'era anche una foto di Donald Trump del 2017, con un testo che è ancora visibile sul sito del museo. Raccontava le elezioni del 2016, ma anche le due procedure di impeachment, tra cui quella per l'assalto al Campidoglio. A Trump questa cosa non va bene.

Tornato al potere, dichiara guerra ai musei pubblici, secondo lui Woke. A maggio 2025 minaccia di licenziare la Direttrice della National Portrait Gallery, accusandola di faziosità. La Casa Bianca stila un documento di contestazioni contro il museo. Qualche settimana dopo, davanti alle pressioni insostenibili, la direttrice lascia.

La Casa Bianca festeggia e a gennaio posta il nuovo ritratto di Trump messo alla National Portrait Gallery. Trump si mostra in piedi nello studio ovale, con i pugni chiusi sulla scrivania e accanto a una nuova targhetta ridotta a due righe: nome, cognome e anni di presidenza. Via qualsiasi riferimento all'impeachment.

Questa storia ci insegna tre cose:

1️⃣ I fondi pubblici usati come leva politica.

Come scrive Anne Appelbaum, Donald Trump vive in una realtà diversa, avulsa dalle normali regole delle interazioni umane. Vedi i messaggi condivisi con il mondo.

2️⃣ La censura non ha colore politico.

Trump stesso ha costruito il successo anche denunciando la censura Woke, e ora pratica la stessa logica.

3️⃣ È una battaglia sulla reputazione, non sull'ideologia.

Come osserva The Atlantic, Trump sa quanto conti l'immagine.

Lui vuole controllare sempre la sua narrazione, soprattutto attraverso le foto. E anche i testi che lo accompagnano, specie se sono pensati per luoghi istituzionali come quelli di un museo.

I musei e le parole sono campi di una battaglia più celata e silenziosa, in cui la linea tra storia e propaganda è ancora più sottile.

Feb 2
at
5:00 PM
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