Le nuove linee guida americane non sono un segno della “vittoria della Scienza” (no cari no-carb di ‘sto picco)
Sono una strategia
E, in certa misura, sono semmai un segno di disperazione.
E forse anche un piccolo inganno a fin di bene.
E il problema (o la soluzione) è sempre e soltanto la termodinamica (cioè le calorie)
Ragionamento
Negli USA sono sovrappeso/obesi fino all’inverosimile.
La spesa sanitaria è enorme e i problemi sociali pure.
Come facciamo a limitare i danni e ad aiutare le persone?
Creiamo una dieta collettiva mascherata da linee guida.
Le linee guida negli altri paesi sono rivolte alla popolazione SANA, sono preventive.
Qui svoltiamo: produciamo linee guida terapeutiche per una popolazione malata.
E cosa si fa per provare a dimagrire? Si abbassano le calorie (si signori, le calorie, non i carboidrati).
E in una dieta ipocalorica, di norma si aumentano un po’ le proteine per preservare la massa magra e rendere l’esperienza più sostenibile, più saziante.
Ecco come nascono queste linee guida: lasciamo mangiare agli americani un po’ di carne che gli piace tanto, meno carboidrati (ma non zero), buona percentuale di grassi che rende appetibile il tutto, chiediamo giustamente di non abusare coi cibi processati (calorici), gli alcolici (calorici) e voilà.
La nostra dieta ipocalorica è fatta.
Se a questo ci abbiniamo un piccolo inganno, abbiamo in mano un modo per provare a far dimagrire finalmente gli americani.
Facendo due conti abbiamo notato che le porzioni indicate per un fabbisogno calorico x, arrivano A STENTO a quel dato fabbisogno.
Esempio: ciò che viene indicato come adeguato per 2000kcal, si assesta quasi sempre sulle 1700-1800kcal (a volte meno, a volte di più a secondo della scelta dei cibi ovviamente).
Fatto apposta? Mah? È una nostra speculazione estrema, ma se fosse vero sarebbe un modo per tagliuzzare calorie inconsciamente
Vi ricordo che, nel mondo, non ci sono dibattiti scientifici su quale tipologia di dieta sia più protettiva e sana: il modello mediterraneo a base vegetale.
Ma a mali estremi a volte occorrono estremi rimedi (neanche così estremi, comunque).
Se poi ci si mette di mezzo un luogo come gli USA in cui a far da padrone è l’industria della carne e, oggi, pure una dirigenza politica “sui generis”, non ci possiamo lamentare.
Solo che questo NON vuol dire che mangiare tante carne e pochi carboidrati sia un modo sano di mangiare.