Mi riposo.
Mi alleno tutti i giorni. Mi piace, mi fa sentire forte, non solo fisicamente, anche mentalmente.
Quando la mattina suona la sveglia alle sei e sono stanca, c’è sempre un momento in cui penso perché lo faccio. Poi mi alzo, mi alleno, e dopo mi sento una bomba. Ogni volta.
A volte l’allenamento va bene. A volte meno, perché il giorno prima ho spinto di più e il corpo lo ricorda. E in quei momenti mi chiedo: è il momento di fermarmi?
Due parole facili da dire, difficilissime da sentire.
Viviamo in una società in cui riposarsi è quasi una colpa. Se stai sul divano invece di allenarti, studiare, produrre, fare — automaticamente sei un fallito. Come se il valore di una persona si misurasse solo in quello che riesce a fare in un giorno.
Ma stare sul divano per una volta non è un fallimento. È ricaricarsi. È ascoltare il corpo quando ti dice basta per oggi. È capire che puoi dare il massimo domani solo se oggi ti dai il permesso di fermarti.
Il riposo non è la fine della corsa. È parte della corsa.