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Storie di Maker

OpenStudy v0.4.3: quando funzionare non basta

L’encoder funzionava, il menu si spostava, le applicazioni potevano essere selezionate e aperte.

Tecnicamente, avrei potuto considerare conclusa questa fase, eppure c’era qualcosa che non mi convinceva.

Ruotando lentamente, il comportamento era naturale: a ogni scatto corrispondeva una nuova voce sul display, accelerando, invece, le versioni sperimentali cercavano di recuperare i movimenti accumulati; il risultato era corretto dal punto di vista del codice, ma meno chiaro per chi utilizzava il dispositivo:

l’encoder si fermava e il menu continuava ancora ad avanzare

era come se OpenStudy, per qualche istante, decidesse autonomamente dove andare.

Devo evidenziarlo agli studenti, un’interfaccia non deve soltanto eseguire correttamente un comando, deve anche permettere all’utente di comprendere sempre ciò che sta accadendo.

Con la nuova versione v0.4.3 ho quindi scelto una direzione diversa: adattare la navigazione al ritmo del display e-paper, invece di tentare di far comportare l’e-paper come uno schermo LCD, in questo modo il menu avanza a velocità controllata.

Ogni aggiornamento visibile corrisponde a un solo passaggio, se l’encoder viene ruotato troppo rapidamente, il sistema conserva al massimo un comando successivo, senza costruire una lunga coda di movimenti,

in questo modo:

  • il menu non continua a spostarsi dopo che l’utente si è fermato;

  • la direzione resta sempre comprensibile;

  • la voce aperta è esattamente quella visibile sul display;

  • gli aggiornamenti completi vengono eseguiti soltanto durante una pausa nell’interazione;

  • la struttura è già predisposta per accogliere più applicazioni e, in futuro, un menu scorrevole.

è una scelta apparentemente meno spettacolare dell’accelerazione automatica, ma più coerente con la natura del dispositivo. L’e-paper ha tempi diversi e richiede un’altra idea di interazione: meno frenetica, più leggibile e più intenzionale.

Frase da scrivere sulle slide per i ragazzi:

“La tecnologia non chiede sempre di essere resa più veloce, a volte chiede di essere compresa abbastanza da scegliere il ritmo giusto.”

Il prossimo passaggio: la microSD

Con la v0.5 OpenStudy inizierà a occuparsi dei contenuti.

Il prossimo componente sarà il modulo microSD, ma prima verrà collaudato separatamente: il dispositivo dovrà riconoscere la scheda, leggere cartelle e file, verificarne la capacità e gestire correttamente eventuali errori.

Successivamente la microSD verrà integrata nel menu Reader, sarà il primo passo verso una libreria di documenti realmente utilizzabile.

Non partirò subito dagli EPUB, prima OpenStudy dovrà dimostrare di saper leggere e impaginare correttamente un semplice file di testo, cambiare pagina e conservare la posizione di lettura, solo dopo affronteremo la struttura più complessa di un libro digitale e questa immagino sarà qualcosa di complesso.

La v0.4.3 ha definito come muoversi dentro OpenStudy,

con la v0.5 inizieremo finalmente a decidere che cosa potrà contenere.

P.S. Vi piace questa narrazione? Fatemi sapere.

So che molti si aspettano il codice e le spiegazioni immediatamente, ma in tutta onestà sto costruendo e aggiornando questo diario di bordo che mi piace renderlo più simile ad un racconto, voglio mostrare ai ragazzi come si passa dall’idea al progetto e gli errori che si compiono durante il cammino. Non realizzo subito un tutorial sarebbe lungo, sarà l’ultima fase di questo cammino.

Jul 30
at
3:31 PM
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