Comprare una casa, cambiare lavoro… Quelle non sono cose che ti avvicinano a chi sei, sono azioni.
Mi chiedo se sta notando che gioco con la corda della cover provando a unire i ferma-nodi come calamite, le spalle più immobili possibile mentre ripeto lo stesso gesto all’infinito fuori dalla camera.
Sai, poi ho bisogno di farti delle domande. Cosa pensi della coppia, cosa pensi dell’amore, se credi che un partner ti completi…
A questo punto spero vivamente che legga un filo di sdegno sul mio viso, io che pensavo di aver stampato in faccia che guardo al matrimonio come a un contratto, a una relazione come a un compromesso. Che la vorrei, certo, ma non come acqua nel deserto.
Comunque l’amore - dice poi - ci fa sentire che possiamo tutto. È come quando siamo ragazzini: sentiamo di avere il mondo ai nostri piedi, che ogni cosa è possibile. Poi cresciamo. Ma in realtà la vita, Dalila, è questo.
Ho smesso di giocare col cordino, attendo il prossimo insight da appuntare nelle note del cellulare. Ne ho uno per ogni seduta. Lo guardo dritta nello schermo pronta a un’altra frase che mi sconvolga.
In ogni momento possiamo liberarci dai condizionamenti ed essere ciò che vogliamo. Questa è la condizione umana, non l’eccezione. Bisogna assecondare il gusto, imparare a riconoscere cosa ci fa sentire leggeri e dedicarci a quello. Che il gusto è solo nostro, nessuno può contestarlo. Ma serve coraggio. Come andare la prima volta in una spiaggia naturista e levarsi le mutande. 3 secondi di pura forza, ma non certo fisica. È quella che serve a scoprire chi sei, sono tutt’altro tipo di muscoli.
Penso che dovrei fare il budget, sistemare quel casino coi 730, saldare l’educatrice e il dog sitter di Jojo, riscrivere al dentista che mi cerca come un ex ossessionato, scomodando l’intera famiglia. Penso che da Rebibbia mi sarei aspettata un approccio più dritto, orientato alla correzione dei comportamenti, meno spirituale.
E come fai, poi, ad aiutare chi nella vita ha preso strade difficili se non credi che l’anima sia la prima a dover essere guarita.
Penso alla spiaggia nudista dove non ho intenzione di andare e al Pax di Ikea che ho spostato da sola da un lato all’altro della stanza per far più spazio a Joji.
Penso che mi sono sbagliata senza sbagliarmi. Perché lui mi piace tanto, da quando, alla fine della prima seduta, mi ha consigliato di ascoltare questa.