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Il presidente del calcio italiano ha appena insultato Sinner, Tamberi e la pallavolo campione del mondo. In conferenza stampa… dopo aver perso con la Bosnia.

Terzo Mondiale consecutivo saltato. 12 milioni di spettatori. 53% di share. 66% ai rigori. Il programma più visto dell’anno… per un fallimento annunciato.

Poi Gabriele Gravina, presidente della Federazione, si siede in conferenza stampa. E quello che succede nei venti minuti successivi è un caso di studio su come NON gestire una crisi comunicativa.

Apre definendo i giocatori “eroici.” Parla di “crescita incredibile.” Annuncia in diretta di aver chiesto a Gattuso e Buffon di restare, prima che qualcuno glielo chieda. Bruciando ogni possibilità di cambiare idea senza sembrare incoerente.

Sulle dimissioni: “Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma le valutazioni spettano al Consiglio federale.”

Tradotto: non mi dimetto, e siete noiosi a chiedermelo.

Poi scarica sulla politica. Poi arriva il momento nucleare.

Un giornalista gli chiede come mai il calcio affonda mentre tutti gli altri sport italiani vivono il periodo più glorioso della loro storia.

La risposta: “Il calcio è uno sport professionistico. Gli altri sport sono sport dilettantistici.”

Il presidente della federazione che accumula mezzo miliardo di perdite in Serie A ha appena definito “dilettanti” gli atleti che tengono in piedi l’orgoglio sportivo del paese.

Ha anche aggiunto: “Basti pensare allo sci. Eccezione fatta per Arianna Fontana…”

Arianna Fontana non fa sci. Fa short track. È la sportiva italiana più medagliata alle Olimpiadi invernali. E lui non sa nemmeno che sport fa.

La reazione è stata devastante. Irma Testa, pugile, bronzo olimpico: “Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi.” Tamberi ha postato “Dilettanti allo sbaraglio.” Bargnani, ex NBA: “La Serie A ha chiuso il 2025 con mezzo miliardo di buco. Dove si manifesta il professionismo?”

Ogni risposta ha generato un ciclo di notizie. La conferenza che doveva chiudere la crisi l’ha moltiplicata per dieci.

In una crisi di comunicazione puoi ammettere e chiudere. Oppure rilanciare con una visione. Gravina ha scelto la terza strada: difendersi attaccando chi non c’entra niente.

E quella strada trasforma sempre una crisi gestibile in un disastro reputazionale.

Dettaglio che quasi nessuno ha notato: la Federazione Italiana Tennis, quella dei “dilettanti”, nel 2025 ha superato i 250 milioni di ricavi. Ha sorpassato la FIGC.

I dilettanti fatturano più dei professionisti.

La prossima volta che gestisci una crisi, ricordati di Gravina.

Non fare complimenti quando servono scuse. Non bruciare le tue opzioni in pubblico prima che qualcuno te le chieda. E soprattutto non attaccare chi sta vincendo per giustificare perché tu stai perdendo.

Ah, e se citi una persona, assicurati almeno di sapere che sport fa.

Apr 2
at
7:01 AM
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