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Nell'Antica Grecia, finché l'élite latifondista era fondamentale per la prosperità della polis (l'economia era essenzialmente agricola) e per la sua sicurezza (solo loro potevano mermettersi le armi e l'addestramento per duellare in battaglia), vigeva la Legge del più forte, cioè dell'anax, il suo guerriero più ricco, forte e carismatico con il démos (così chiamo nei miei saggi il resto della popolazione) subordinati dal punto di vista legale, sociale e culturale.

Tutto cambiò con la fondazione delle colonie nella Magna Grecia e l'invenzione della falange:

1) le colonie videro fiorire le loro polis grazie all'artigianato ed al commercio e ben presto i più capaci del démos rivaleggiano in ricchezza (e quindi competono in influenza e potere) con la vecchia élite latifondista, marginalizzandola;

2) la falange (che richiede più disciplina che addestramento oltre che armi semplici e relativamente poco costose) aprì al démos la possibilità di contribuire alla sicurezza della polis, rendendo obsoleto il duello, marginalizzando il ruolo dei guerrieri.

Il contributo crescente alla prosperità ed alla difesa della polis, incoraggiò il démos a pretendere sempre più diritti. Ad esempio, dal punto di vista giuridico, dalla legge del più forte esercitata dall'anax, la polis passò prima ad una gestione collegiale della giustizia (che giudicava in base alla consuetudine e quindi con ampi margini di discezionalità) e poi incaricò personalità super partes di redigere un corpus legislativo di garanzia, stabilendo la certezza del diritto (la definizione di cos'è reato e le relative punizioni). Non è, perciò, un caso che il loro primo legislatore fu Zaleuco (VII a.C.) della polis di Locri Epizefiri, una colonia nella Magna Grecia, naturalmente.

Questo è in breve il contenuto del mio ultimo post:

Se "Historia est magista vitae", cosa ci insegna questa storia?

Che, per tenere sottomesso il demos, da sempre l'élite usa la paura per farsi percepire come fondamentale per la comunità, a partire dalla sua difesa. All'epoca soprattutto contro le minacce politico-economico-militari delle incursioni di guerrieri provenienti da élite latifondiste di altre polis a caccia di schiavi (la principale forza lavoro di quell'epoca). Esempio da manuale sono gli Iloti sottomessi dagli Spartani per farne i loro lavoratori e servi, per potersi dedicarsi a tempo pieno all'addestramento militare.

Ora, chiediamoci: quando (l'élite di) Atene liberò gli Iloti, lo fece per una qualche forma di giustizia o solo per costringere gli Spartani a riprendere la zappa in mano, non averli più come concorrenti ed essere liberi di promuovere i propri interessi commerciali?

E, quindi, di conseguenza chiediamoci: quando oggi la nostra élite dichiara periodicamente guerre (dirette o indirette) al cattivo di turno, lo fa per una qualche forma di giustizia o solo per promuovere i propri interessi commerciali?

E, infine, chiediamoci: gli antichi Greci avevano davvero bisogno di campioni (persone ricche e ambiziose tra loro) per emanciparsi? E noi oggi?

Sep 16, 2024
at
5:30 AM

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