Perché hai scelto di trasferirti a Barcellona?
Che tipo di lavoro fai?
A che classe sociale diresti di appartenere?
Di che nazionalità sono le persone che frequenti?
Quanto paghi per il tuo appartamento?
…sono alcune delle domande che le autrici Anna Pacheco e Andrea Gumes fanno a una decina di persone di diverse provenienze in giro per Barcellona, per poi discuterle nell’episodio del loro podcast – Ciberlocutorio – dedicata alla figura dell’expat.
Le risposte che emergono dalle interviste vanno in tutte le direzioni, invece che compattarsi sotto lo stesso tetto. Come scrivevo la scorsa settimana a proposito di guiri, trovare una definizione unica per persone così eterogenee ha lo straniante effetto di creare mitologie, invece che fedeli descrizioni della realtà.
Expat non è una parola nuova, ma di recente è riemersa con una veemenza spiegata dalla crisi — economica, abitativa e di accoglienza — che viviamo in questa parte “occidentale” di mondo.
Questo è il secondo della serie di episodi di Ojalá dedicati alle parole che raccontano migrazioni, viaggi, gentrificazioni e allontanamenti.
💜 Grazie anche all’amica Valeria Pecorino che mi ha regalato le sue riflessioni sullo spaesamento che ogni tanto ci coglie in quanto donne emigrate di lunga data: più passano gli anni più i nostri confini si frastragliano e ricompattano in una definizione tutta nostra.