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Alcune precisazioni sulla MAPPA degli archivi/biblioteche/centri di documentazione di critica radicale autogestiti

robinbook.substack.com/…

Le attività di archiviazione e accessibilità del sapere, radicale o meno, non sono neutre (come d’altronde niente lo è). Oltre ad ammettere una grande varietà di metodologie, chi ne riconosce l’importanza deve fare i conti anche e forse soprattutto con l’intenzionalità che ne definisce l’agire politico che va a promuovere. Da una parte, questa lista risulta incompleta per una serie di limiti legati alla nostra ignoranza. Seppur informata da moltissime persone che animano la Gang (grazieeee <3), non possiamo conoscere ciò che non conosciamo. Dall’altra invece c’è una precisa scelta partigiana. Tolta la rete del Servizio Bibliotecario Nazionale – che ti invitiamo ad esplorare in quanto custode insospettabile di testi non di rado incendiari e pericolosi (occhio che alcuni sono attenzionati); i numerosissimi archivi digitali e biblioteche online che tanto amiamo; le sedi di partito; i luoghi non accessibili gratuitamente di cui comunque riconosciamo il valore; abbiamo deciso di escludere anche altri numerosi luoghi fisici. Questi, seppur ricadano nei canoni ampi di ciò che autogestione può significare e custodiscano memorie di lotte importanti e fondamentali, sono usati da organizzazioni ambigue o problematiche (chiaramente per lo sguardo di chi stai leggendo ora). Una fetta troppo consistente del mondo legato o appartenete al Terzo Settore, non troppo diversamente da quello accademico, e ad un certo tipo di Sindacalismo compartecipa e si fa falange culturale della pacificazione sociale e della repressione intestina delle tante lotte di liberazione che dicono invece di supportare. Spesso proprio tramite il passato di lotta movimentista che possiedono.

Jun 3
at
11:46 AM
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