Spesso si è bollato il popolo di Michela Murgia come un disordinato fandom, ma occorre, a distanza di tre anni dalla sua morte, riconoscere come Murgia avesse avvertito che c’era una comunità politica in cerca di forma. Senza di lei, il rischio è che il desiderio collettivo e la generosità di questa comunità vengano assorbiti da un bisogno di consumo della politica che trasforma l’intellettuale in un’icona poco faconda e feconda piuttosto che in un metodo da praticare collettivamente