Sei una madre single, lavori come rider, devi portarti i figli al lavoro, e al tempo stesso fai di tutto per mantenere il tuo impiego, nonostante l’algoritmo che assegna i turni non tenga conto degli orari di chi è genitore. Per poter avere un full time, devi accettare anche gli orari notturni. Ma Noemi e Silvia non ce la fanno. Allora entrano in un gruppo Whatsapp informale chiamato "Veteran", coordinato da due dipendenti di Glovo, che distribuivano le ore diurne ai rider più anziani, per aggirare le limitazioni dell’algoritmo. "Ci vedevamo una volta al mese, facevamo riunioni, qualche cena a Natale", racconta Noemi. In queste occasioni uno dei due uomini ha cominciato a fare battute. Poi i commenti si sono spostati sui messaggi, accompagnando le richieste di turni. "Quando scrivevo per avere le ore, si dilungava con messaggi non richiesti”. Spogliati, dammela, fammi vedere le t**e. Sì. Messaggi che ti bloccano, che non ti fanno dormire di notte, perché ti chiedi come non perdere il lavoro, tu, che sei madre single e che hai lasciato un impiego tradizionale per fare la rider con la promessa di guadagnare di più, e al tempo stesso come puoi dimostrare che non ti interessa avere nessun tipo di relazione con la persona che deve assegnarti i turni, senza mandarla a quel paese, anche se è quello che avresti voluto fare dal primo momento.