La fatica, proprio come gli scarti, viene nascosta alla vista e scaricata su qualcun altro, resa invisibile distante, lontana.
A ogni progresso tecnologico ci viene promesso che la nuova rivoluzione ci solleverà dalla fatica eppure: eppure le otto ore lavorative sono state stabilite per la prima volta nell’Illinois nel 1866 – proprio dalle proteste per ottenere l’applicazione concreta di quella legge, nel maggio di vent’anni dopo, viene scelto il giorno in cui ricordare le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. Più di un secolo e mezzo dopo, con tutte le rivoluzioni tecnologiche che ci sono state nel mezzo, non è stato conquistato nemmeno un minuto in più di tempo libero.