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Il software nello spazio non può permettersi di sbagliare

Artemis II non è interessante solo perché parla di spazio.

È interessante perché costringe il software a fare una cosa che, nel mondo normale, spesso diamo per scontata: non fallire.

In un ambiente con radiazioni cosmiche, sincronizzazione real-time e margini di errore quasi nulli, il software deve essere progettato per resistere, non solo per funzionare.

E questa, onestamente, è una lezione enorme anche per tutto il software “terrestre” che stiamo costruendo oggi, soprattutto quando entra in gioco l’AI.

Perché il vero tema non è avere sistemi più intelligenti.

È avere sistemi più affidabili.

Apr 12
at
2:02 PM
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