Il software nello spazio non può permettersi di sbagliare
Artemis II non è interessante solo perché parla di spazio.
È interessante perché costringe il software a fare una cosa che, nel mondo normale, spesso diamo per scontata: non fallire.
In un ambiente con radiazioni cosmiche, sincronizzazione real-time e margini di errore quasi nulli, il software deve essere progettato per resistere, non solo per funzionare.
E questa, onestamente, è una lezione enorme anche per tutto il software “terrestre” che stiamo costruendo oggi, soprattutto quando entra in gioco l’AI.
Perché il vero tema non è avere sistemi più intelligenti.
È avere sistemi più affidabili.