Tutto questo fa pensare al potere che hanno i libri: sono capaci di scatenare rivoluzioni, di esaudire i sogni, o di far cadere il mondo nell’abisso. Mi ha portato anche a chiedermi se il pericolo più grande che stiamo vivendo è la presenza di una minuscola casa editrice fascista, o se invece è il fatto che semplicemente stiamo smettendo di leggere. Ne “il mondo nuovo” immaginato da Aldous Huxley nel 1932 le persone hanno smesso di leggere non perché i libri siano vietati, ma perché la società li ha resi culturalmente irrilevanti, abituando le persone a preferire stimoli immediati e continui a qualsiasi forma di riflessione.